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Vietato l’uso del telefono: va in scena l’assurdo!

ATTIVITÀ VENATORIA

Il calendario venatorio della Regione Emilia Romagna all’art. 13.4 vieta l’impiego di strumenti di comunicazione radio e TELEFONICA nell’esercizio dell’azione di caccia, salvo quanto previsto art. 22, 3 com R.R. n.1/2008 e nei casi in cui risulti di primaria importanza tutelare la salute delle persone.
“Quando si pensa che si sia toccato il fondo, qualcuno comincia a scavare” dicevano i saggi, ed è proprio quello che appare leggendo la norma inserita nel calendario venatorio promulgato dalla Giunta Regionale dell’Emilia Romagna. Questa norma è ridicola e rasenta l’assurdo, e vuole colpire una categoria di persone ONESTE, quali i cacciatori, senza una minima utilità tecnico-scientifica: mi si deve spiegare quale conseguenza negativa possa creare l’uso del cellulare da parte del cacciatore alla fauna o all’ambiente. E’ ovvio che per i politici regionali che hanno “partorito” tale norma il cacciatore qualche cosa di male con il cellulare la può sempre fare; è da qui che si misura la scarsa fiducia e considerazione che questi signori hanno di noi.
E ancora: ogni norma, ogni divieto deve prevedere una sanzione in caso di suo mancato rispetto e allora voglio proprio vedere come si regoleranno i nostri “controllori” senza che agli stessi sia fornita la possibilità pratica di effettuare un concreto controllo; infatti, non essendo vietata la detenzione del telefono ma solo il suo uso “improprio”, questi dovranno procedere prima al sequestro del cellulare, poi verificare il traffico telefonico… ma io posso non aver telefonato ma inviato un messaggio o peggio una mail, e allora devono controllare le eventuali mail e messaggi, ma ancora questo non è sufficiente, ed infine scoprire il tenore della telefonata… e valutare se la conversazione sia stata di “primaria importanza” per tutelare la salute… e come faranno a scoprire quello che abbiamo detto al telefono? Siamo all’assurdo!
A tutto quanto sopra detto si deve aggiungere che per il sottoscritto tale norma è illegittima, perché limita uno dei diritti garantiti dalla Carta Costituzionale, che all’art. 21 prevede che “tutti godano del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Ritengo che il ruolo del C.P.A. sia proprio questo: scendere in campo tutte le volte che i cacciatori e la caccia subiscono un attacco, soprattutto se insensato come questo; pertanto, come Presidente, ho inviato una richiesta di intervento al Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), che è l’Autorità Italiana di regolazione e garanzia e di tutela delle libertà fondamentali dei cittadini nel settore delle telecomunicazioni, che ha il compito di vigilare sui cittadini, quindi anche sui cacciatori, perché adotti tutti i provvedimenti che riterrà di propria competenza affinché sia garantito il rispetto del succitato articolo ed inoltre la segretezza delle comunicazioni.
Vi terrò informati degli sviluppi, nel frattempo ricordate che: NON SIAMO TUTTI UGUALI!

Avv. Alessandro Fiumani

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