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Un museo dedicato alla caccia e alla pesca

Ben trovati cari Amici Cacciatori, sono Francesco D’Errico, Vice Presidente Nazionale del C.P.A. nonché Responsabile Nazionale del Settore Ambiente della Nostra Associazione. Questa volta voglio parlarvi proprio di ambiente, perché in questi periodi tanto ne abbiamo sentito parlare e, come capita spesso, da anni ormai, per la maggior parte delle volte a sproposito. In tanti sono bravi a riempirsi la bocca di ambientalismo e di animalismo; bene, io vorrei sottolineare un concetto che tutto sommato è ben noto a tutti. Quale? Che i veri ambientalisti siamo noi! Sono anni che noi del C.P.A. ci battiamo con le nostre campagne pubblicitarie, al fine di chiarire a tutti che il vero ambientalista è il cacciatore, perché se non c’è un ambiente pulito, se non c’è un habitat naturale incontaminato, noi non possiamo esercitare la nostra passione; perché se non abbiamo un habitat protetto, controllato, adeguatamente tutelato, noi non possiamo esercitare la nostra passione, la selvaggina non potrà trovare rifugio e non potrà trovare alimentazione. è inutile tirare fuori il vecchio luogo comune che noi siamo i veri custodi o siamo le sentinelle del territorio, ormai lo sanno tutti, soltanto che dobbiamo capire che per riuscire veramente a tutelare il territorio dobbiamo essere consapevoli della nostra forza, delle nostre azioni, e dobbiamo sicuramente cercare di capire con chi dobbiamo andare sotto braccio. Tra le tante Associazioni animal-ambientaliste, o solo semplicemente ambientaliste o animaliste, non ce n’è una sola che voglia in qualche maniera dialogare con noi, che ci veda come una risorsa e non come un danno, che ci consideri come delle persone con cui dialogare e non da attaccare, e di cui magari sorridere quando succedono quei maledetti incidenti che, purtroppo, ogni anno si verificano. Bene allora, attenzione, non servono ulteriori nuove Associazioni o accordi con animalisti o ambientalisti, serve mantenere una schiena dritta, serve coinvolgere l’opinione pubblica, serve dimostrare a tutti che il cacciatore, come in gran parte d’Europa, è una risorsa e non è un danno; bisogna lavorare sulla riqualificazione della figura del cacciatore, e questo si può fare soltanto se noi ne siamo in grado, con esempi concreti con le pulizie dei boschi, con le giornate ecologiche e con tutto quello che è possibile, con la salvaguardia degli incendi dei territori facenti parte di questa triste realtà o con qualsiasi strumento che serva a riqualificare la figura del cacciatore, non agli occhi degli ambientalisti ma agli occhi dell’opinione pubblica. Diamoci da fare … non abbiamo molto tempo!

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