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Qualcuno ha guardato giù

A volte capita. Ebbene si, gli stessi satrapi della politica a volte ci sorprendono con delle iniziative normali per dei paesi civili, ma che a noi paiono dei miracoli. Sappiamo bene tutti che il problema inquinamento ci riguarda da vicino, così da vicino che lo ritroviamo anche nel piatto dove mangiamo. Carburanti, vernici, rifiuti tossici, ma la plastica rappresenta l’esempio più eclatante che regolarmente ci viene sbattuto in faccia mentre facciamo il bagno, la classica bottiglietta che galleggiando fa uscire il “green” che alberga in tutti noi. Secondo il Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo (EPRS), ogni anno finiscono negli oceani dai 4,8 ai 12,7 milioni di tonnellate di plastica; il Mediterraneo risulta essere uno dei mari più inquinati al mondo, con il 7% delle plastiche a livello globale. Inutile dire che, degradandosi, la plastica si trasforma in micro plastiche, che vengono ingerite poi da quello che arriverà sulle nostre tavole. In molti paesi il riciclaggio è premiato da anni; in Senegal, che non è proprio come New York, nella città di Thiès la popolazione raccoglie le plastiche che vengono vendute ad un’associazione che le trasforma in materiale di nuovo utilizzo, innescando così una fiorente economia ecosostenibile. Da noi, purtroppo, non funzionava così, almeno in mare: chi recuperava rifiuti, come i pescherecci nelle loro reti, era costretto a rigettarli in mare per non essere denunciato per trasporto illegale degli stessi… una follia, ma purtroppo la realtà! Nel 2018 il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, presentava la “Legge Salvamare”, che finalmente è stata approvata definitivamente dal Senato, rendendola così operativa. Da oggi è cambiato tutto: le barche potranno consegnare in porto tutto ciò che viene recuperato e affidarlo alle isole ecologiche, in modo che possa essere smaltito in maniera proficua per l’ambiente e non solo; non è tutto, pare che in tempi brevi venga approvato un Decreto interministeriale per premiare i comandanti delle navi che parteciperanno a questa iniziativa. Nel Decreto sono presenti altri punti di rilievo, come la campagna di sensibilizzazione nelle scuole, l’installazione di dissalatori e di sistemi di raccolta alla foce dei fiumi per intercettare la plastica prima che arrivi in mare e, udite udite, un Tavolo permanente di consultazione presso il Ministero della Transizione Ecologica per un coordinamento della lotta all’inquinamento marino! Insomma, questa volta non ci rimane che ringraziare l’ex Ministro e augurarci che la legge emanata sia un buon viatico per tutti noi. Il mare sulla pelle

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