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Perché la vostra Associazione si chiama Caccia Pesca Ambiente?

Carissimi Amici cacciatori, sono Francesco D’Errico, Vicepresidente Nazionale del C.P.A. nonché Responsabile Nazionale del settore Ambiente della nostra Associazione. Mi è capitato più volte di dover rispondere a domande di questo tipo: “ma perché la vostra Associazione si chiama Caccia Pesca Ambiente? Cosa c’entra l’Ambiente con la Caccia?”. Ovviamente rispondere a domande di questo tipo è per me sempre un immenso piacere, soprattutto perché ho la possibilità di spiegare a chi è profano della nostra passione, o è in malafede, cosa significhi essere Cacciatore ed Ambientalista. Il futuro della nostra passione, in effetti, passa proprio dalla capacità che avremo di gestire e tutelare l’Ambiente, nella accezione più piena del termine. E’ indubbio che oggi, le mutate condizioni socio economiche della nostra società hanno radicalmente modificato il mondo rurale, che non è più nelle condizioni di potersi autoregolare, così come accadeva un tempo; è cambiata l’agricoltura, oggi diventata intensiva, sono cambiati i metodi di allevamento del bestiame, è cambiato l’approccio dell’uomo cittadino con tutto quello che lo circonda. Se un tempo il lupo predava il cinghiale e riusciva a contenerne la dilagante proliferazione, oggi lo stesso lupo preferisce rivolgere le sue attenzioni alimentari verso pecore, asini, mucche, animali domestici decisamente meno pericolosi e sicuramente più appetibili, e tante sono le stragi di cui siamo costretti a leggere frequentemente. Solo la mano dell’Uomo Cacciatore può essere utile a mantenere, anzi a ripristinare, gli equilibri del nostro ecosistema, attraverso una serie di prelievi che vadano a compensare quello che Madre Natura non riesce più a fare. Questo non significa dover fare stragi o eradicare nessun tipo di selvatico, l’ideale di ogni Cacciatore è avere un ambiente sano e pulito in cui poter esercitare la propria passione ed effettuare i giusti prelievi, che non vadano ad intaccare il patrimonio faunistico futuro. Per troppi anni abbiamo subito il nazismo animalista che ci ha impedito di intavolare qualsiasi discussione o proposta atta a limitare i danni di una fauna che orami è un pericolo per la pubblica incolumità: lupi, orsi, cinghiali, ormai la fanno da padrone ovunque, causando gravissimi incidenti stradali, attacchi mortali all’uomo e danni agli allevamenti ed all’agricoltura; la situazione è ormai sfuggita di mano. Il nostro ecosistema ha bisogno di Noi, ha bisogno del Cacciatore Ambientalista, e non di certe stupide iniziative come quella di chiedere l’intervento dell’Esercito per limitare il numero dei cinghiali! Occorre prendere atto che parchi, oasi e zone protette di qualsiasi tipo sono diventati un serbatoio inesauribile dove questa fauna si riproduce comodamente e si irradia in tutti i territori circostanti. Occorre sfatare il tabù che nei parchi non si possa utilizzare il fucile per contenere la fauna in sovrannumero; occorre declassificare alcune specie problematiche da protette a cacciabili, lasciando alle Regioni la possibilità di farle cacciare in deroga. Del resto, basta uscire di poco al di fuori dei confini nazionali per gustare un ottimo spezzatino di orso lecitamente cacciato, o trovare piani di prelievo del lupo. Il cinghiale dovrebbe essere cacciabile in periodi sicuramente più ampi e soprattutto nelle zone protette ove maggiore è la riproduzione. In cambio di tutto ciò, noi e solo noi Cacciatori conoscitori e fruitori dell’Ambiente possiamo garantire il nostro apporto insostituibile e determinante. L’alternativa è che, presto, potrebbe arrivare il momento in cui stufi dei tanti attacchi potremmo dire: “Cari signori e care signore, animalisti da salotto con borsetta e tacchi a spillo, ORA PENSATECI VOI!”. Francesco D’Errico – Vicepresidente Nazionale C.P.A.

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