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Osservazioni su acquisizione e detenzione di armi

ARMI

Cari Amici del CPA, mi preme comunicarvi che, per incarico dell’On. Giuseppe Brescia, Presidente della I° Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) della Camera dei Deputati, e dell’On. Sergio Battelli, Presidente della XIV° Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati, cui il provvedimento è assegnato ai sensi dell’articolo 126, co. 2, del Regolamento, la citata I° Commissione, il mese scorso, ha avviato l’esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2017/853 relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi (Atto n. 23). La Commissione ha convenuto sull’opportunità di procedere ad una seduta di audizioni informali sul provvedimento in oggetto, al fine di acquisire utili elementi di conoscenza e di valutazione da parte di esperti in materia di armi e tra i convocati vi era il sottoscritto, che si è fatto portatore degli interessi dei cacciatori e del mondo degli appassionati di armi. Oggi vi posso informare degli esiti e dei risultati raggiunti. Con la pubblicazione, nella giornata del 31 Luglio 2018, del parere della I° Commissione (Affari Costituzionali) della Camera dei Deputati e con l’arrivo oggi di quello della I° Commissione (Affari Costituzionali) del Senato sul disegno di decreto legislativo per il recepimento della direttiva 2017/853 relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi, il Parlamento ha concluso il suo lavoro sulla proposta presentata a Maggio dall’uscente Governo Gentiloni e la cui analisi aveva subito uno slittamento a Giugno a causa del ritardo nell’insediamento del Governo presieduto dall’Avv. Prof. Conte e della necessità, dunque, di più tempo per una valutazione obiettiva e corretta. Lo scorso Giovedì 26 Luglio era arrivato il parere della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Senato; toccherà ora al Consiglio dei Ministri decidere se approvare il decreto legislativo così come licenziato dal precedente Governo l’11 Maggio scorso o se, invece, apportare le modifiche suggerite e, nel caso, se recepire o meno le raccomandazioni degli esperti convocati dalle Commissioni Parlamentari. Sono da ritenersi, a mio giudizio, decisamente positive e degne di essere qui menzionate, le osservazioni contenute nel documento presentato dalla I° Commissione Affari Costituzionali del Senato, che pone definitivamente la parola “fine” all’iter parlamentare. Tra le osservazioni del Senato della Repubblica, porto alla vostra attenzione i seguenti punti: – divieto assoluto di retroattività delle nuove norme imposte dalla direttiva europea; – aumento da 6 a 12 delle armi sportive detenibili e possibilità di trasporto e uso delle armi in collezione; – eliminazione della discrezionalità dei Questori nell’imporre limitazioni su tipologia e quantità di munizioni acquistabili durante il periodo di validità delle licenze di porto o trasporto di armi; – aumento a 10 colpi per le armi lunghe e a 20 colpi per le armi corte dei colpi consentiti nei caricatori delle armi di categoria diversa dalla A7, oggi limitati rispettivamente a 5 e 15 (la categoria di “tiratori sportivi” a cui è consentita la detenzione e l’uso delle armi di categoria A6 ‘demilitarizzate’ e A7 ‘armi ex-B7 con caricatore di capacità superiore ai 10 colpi’, comprende “non solo gli iscritti alle Federazioni del CONI, ma anche gli iscritti alle Federazioni di altri Paesi UE, agli iscritti alle Sezioni del Tiro a Segno Nazionale, agli appartenenti alle associazioni dilettantistiche affiliate al CONI, nonché agli iscritti a poligoni e campi di tiro privati”; – introduzione della possibilità di presentare tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) la denuncia di acquisto e detenzione armi e munizioni sia ai Commissariati di Polizia che ai comandi-stazione dei Carabinieri; – ridefinizione delle categorie di “arma da guerra” definite dalla Legge 110/1975, cosa che potrebbe finalmente portare alla legalizzazione del calibro 9 Parabellum in armi corte da difesa. Ancora, tra le note positive, svanisce il pericolo della non collezionabilità delle armi di categoria A6 (demilitarizzate) e A7 (le attuali B7 quando dotate di caricatori non “mutilati”), ventilata nelle scorse settimane. Se le osservazioni formulate dagli esperti convocati della Camera dei Deputati dovessero essere accolte, svanirebbe anche l’obbligo di dichiarare di aver informato i conviventi maggiorenni quando si fa domanda di primo rilascio o di rinnovo di qualsiasi licenza d’armi, ed ancora troverebbe applicazione il suggerimento di collegare i database dei detentori di armi con quelli del Servizio Sanitario Nazionale al fine di identificare rapidamente i titolari di licenza d’armi che, per intervenuta patologia o terapia, si trovino in condizioni d’incompatibilità con il titolo. In merito al trasporto delle armi dal magazzino dell’importatore all’armeria, intesa come rivenditore, il parere della Camera dei Deputati prevede nuove autorizzazioni di Polizia e l’obbligo di scorta con Guardie Particolari Giurate per il trasporto di tali armi dai magazzini ai rivenditori, e viceversa. Nessuna nuova complicazione per gli utenti finali, ma le nuove misure di sicurezza paventate sono palesemente inutili, dato che già oggi esistono autorizzazioni di Polizia e scorta con personale armato di tali trasporti. Una nota dolente relativa al documento della Camera dei Deputati, in merito alle armi ad aria compressa depotenziate, è quella in cui si legge: “Valuti infine il Governo, anche in relazione ai recenti fatti che hanno messo in luce i rischi di un abuso di tali strumenti, l’opportunità di inserire disposizioni concernenti la tracciabilità delle armi da sparo a modesta capacità offensiva”. Cosa succederà adesso? Il Governo dovrà valutare i pareri e le condizioni di Camera e Senato, ed emanare la versione finale del decreto legislativo entro la data-limite del 14 Settembre prossimo, senza poter ignorare le condizioni poste dalla I° Commissione del Senato. Mi riservo di informarvi al più presto di altre buone (si spera) nuove. Un cordiale saluto.

Avv. Giuseppe Lanunziata

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